| ALLA RICERCA DELLE CAUSE DELL’ANSIA |
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"Ansia 360°: la dimensione sociale dell'ansia", questo il titolo dell’importante indagine nazionale promossa dalla con il patrocinio del Ministero della Salute e dell'Ordine Nazionale degli Psicologi e la collaborazione della C&B di Catania e del CISSPAT di Padova. Si tratta di una delle più importanti indagini compiute in Italia negli ultimi anni sulle cause dell'ansia, per realizzare la quale è stato necessario un lavoro durato oltre un anno con il coinvolgimento di 50 comuni di tutta Italia e la partecipazione di 3500 persone. Promotori del progetto i siciliani Sebastiano Gelsomino psicologo – psicoterapeuta e presidente del MIPEB Istituto di Psicologia e Seby La Spina, Presidente Nazionale della Lidap che in un anno di lavoro hanno raccolto circa 3500 questionari compilati da persone che soffrono d’ansia residenti in tutte le regioni d’Italia.
Da una prima anticipazione dei risultati dell’indagine emerge un quadro nazionale complesso e allarmante sull’attuale stato di benessere dei cittadini in riferimento all’ansia. In particolare i dati mostrano un elenco di fattori sociali che sono causa di ansie, per citarli alcuni: gli spostamenti nei grandi centri urbani, il rapporto con l’altro sesso, l’identificazione nel mondo lavorativo e l’attuale crisi economica. Altri dati dicono che sta meglio chi vive al sud nei piccoli centri urbani sotto le 50.000 unità e che le donne sono più a rischio per l’ansia rispetto agli uomini.
I risultati ottenuti saranno importanti, sostengono i promotori, alle strutture sanitarie pubbliche per la riduzione dei costi sociali della cura dell’ansia e alle amministrazioni locali per una migliore gestione dei servizi, il tutto finalizzato alla riduzione dei fattori di stress ambientali e quindi a una migliore qualità di vita.
I dati saranno presentati il 26 novembre a Roma, presso la sala conferenze dell’ospedale Sandro Pertini e a gennaio con una conferenza pubblica a palazzo Impellizzeri di Siracusa.
Ufficio Stampa LIDAP Nazionale
Dott. Claudio Aprile
tel. 347 7421395
e-mail: ufficiostampa@lidap.it
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| APRILE - LA LIDAP E I SUOI CONSULENTI SCIENTIFICI PROMUOVONO IL "MESE DELLA DIAGNOSI GRATUITA" |
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Per il secondo anno nel mese di aprile 2011 i Consulenti che collaborano con la Lidap onlus sono a disposizione dei cittadini che ne facciano richiesta per effettuare colloqui gratuiti, diagnostici e di orientamento psicoterapico, per chi soffre di disturbi di ansia, panico e correlati. Per accedere alle visite è necessario contattare i Referenti Locali della nostra associazione che vi indirizzeranno ai Consulenti che aderiscono all'iniziativa.
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| INCONTRO GRUPPO AUTO-AIUTO SIRACUSA |
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Giovedì 10 marzo ore 17.30
Il gruppo di auto-aiuto di Siracusa si incontra.
Per adesioni e informazioni tel. 338 7011593.
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| 12 FEBBRAIO GIORNATA DI FORMAZIONE TRAINING AUTOGENO E ANSIA |
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La Lidap Sicilia con il contributo del CSVetneo e in collaborazione con il CISSPAT di Padova e il MIPEB Istituto di Psicologia organizza a Catania una giornata di formazione su:
TRAINING AUTOGENO E REGOLAZIONE DELL'ANSIA. L'incontro, teorico-esperienziale, sarà tenuto dal Prof. Baruzzo docente presso il CISSPAT (Scuola di Specializzazione post-universitaria in Psicoterapia) di Padova.
L'incontro è gratuito per partecipare è necessario comunicare la propria adesione allo 09311811088 o inviare una email con i propri dati a info@lidapsicilia.it.
Sarà rilasciato attestato di partecipazione.
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| ANSIA E BALBUZIE |
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Parlare del rapporto tra ansia e balbuzie risulta quasi spontaneo. Colui che balbetta infatti sperimenta questa emozione in svariate occasioni. Ma proseguiamo per gradi. La balbuzie è un fenomeno complesso che non si limita solo all'eloquio ma include tutta una serie di atteggiamenti e comportamenti che ogni balbuziente vive e gestisce a proprio modo. A tal proposito essa infatti viene descritta dai più come un iceberg, i cui blocchi e ripetizioni sono solo la punta visibile. Di tutto ciò che sta sotto ha consapevolezza solo la persona che balbetta. Spesso infatti il balbuziente viene influenzato da un tipo di pensiero il cui elemento fondamentale è il controllo della parola. Il legame tra ansia e balbuzie è di tipo biunivoco: l'ansia infatti presenta la balbuzie tra le sue caratteristiche sintomatologiche; la balbuzie è una delle conseguenze possibili, quando si prova o ci si trova in una situazione che genera ansia. La balbuzie è presente soprattutto in quella che si chiama ansia da prestazione, ovvero quello stato ansioso che viene a presentarsi in specifiche situazioni in cui il soggetto è impegnato in una prova, ad esempio un esame o una gara sportiva. L'eccessiva ansia da prestazione può provocare la balbuzie anche in soggetti normofluenti, mentre può aumentarla in un soggetto che già balbetta. La balbuzie invece è influenzata principalmente da due tipologie di ansia: l'ansia sociale e l'ansia anticipatoria. L'ansia sociale è quella che si avverte quando si deve comunicare qualcosa a qualcuno; in genere aumenta in base al numero degli interlocutori e alla grandezza del luogo in cui ci si trova; spesso il balbuziente non balbetta mai quando parla da solo. L'ansia anticipatoria è invece quell'ansia che si instaura nel soggetto quando questi ha la paura di nuovi episodi di balbuzie acuta. Spesso si presenta quando il soggetto è consapevole di affrontare una situazione in cui ha già balbettato, e quindi in cui si aspetta di balbettare.
Queste tipologie di ansia inducono molti balbuzienti all'evitamento di una o più determinate situazioni per la paura di balbettare. Il pericolo più grande che il balbuziente corre è proprio quello dell'evitamento, con il rischio di limitare la propria vita, sia dal punto di vista sociale e relazionale che della realizzazione personale. Ordinare al bar un caffè piuttosto che un cappuccino, solo perchè la parola caffè "esce meglio" mentre la parola cappuccino no, fa avvertire al soggetto spesso un senso di fallimento e mortificazione. Stesso risultato induce la consueta abitudine di molti balbuzienti che, per evitare di dire la parola che li farà balbettare, utilizzano circonvoluzioni; quest'ultimi spesso non riescono a sostituire in maniera appropriata il significato della parola che si vuol evitare di pronunciare, con conseguente senso di inadeguatezza.
È sempre più frequente trovare soggetti balbuzienti che abbiano avuto nella loro storia un passato di depressione dovuto proprio a questo sentirsi, per dirla con le parole di J. Sheehan, "un gigante in catene". Pertanto un intervento che miri solo ed esclusivamente alla riduzione della balbuzie dal punto di vista linguistico difficilmente potrà essere l'approccio più efficace. L'attenzione deve essere concentrata sia su una migliore gestione della fluenza e dei blocchi, tramite particolari tecniche di linguaggio, sia sul lavoro psicologico che porti ad un recupero della fiducia in se stessi e delle costruzioni mentali e comportamentali non funzionali presenti in chi balbetta, nonchè una risignicazione e una rielaborazione del disagio avvertito dal soggetto quando balbetta. Dei casi trattati con terapia specifica, solo il 5% non ottiene risultati perchè refrattario alla terapia; il restante 95% registra un miglioramento totale o parziale: nel primo vi è la totale assenza di balbuzie, mentre nel secondo caso i pazienti riescono a migliorare l'eloquio del 90-95 % e quindi a raggiungere una fluenza qualitativamente alta, ottenendo inoltre un sensibile incremento della qualità della vita, anche grazie al percorso psicologico che il soggetto compie durante tutto il trattamento. Questi dati dimostrano chiaramente l'importanza di rivolgersi a personale specializzato, che possa dare metodi e parametri di confronto utili alla riduzione o alla gestione del problema.
È difficle cambiare le abitudini inconsce e occorrerà tempo, in molti casi anni, ma ciò che importa è che non bisogna mai darsi per vinti ma continuare a lavorare. Dalla balbuzie si può guarire, ma occorrono tanto impegno, volontà, pazienza e soprattutto un intervento precoce.
Dott. Emanuel Scifo - Psicologo
E-mail: emanuel.scifo@yahoo.it
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| ANSIA 360° GRADI |
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PARTECIPA ALL'INDAGINE SOCIALE SUI DISTURBI D'ANSIA PROMOSSA DALLA LIDAP NAZIONALE.
CON L'INIZIATIVA DENOMINATA ANSIA 360° TI CHIEDIAMO DI COMPILARE UN SEMPLICE QUESTIONARIO COLLEGANDOTI AL SITO NAZIONALE DELLA LIDAP: www.lidap.it
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| Ansia da Paranormal activity |
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Lidap onlus - Lega Italiana contro i Disturbi d’ansia, d’Agorafobia e da attacchi di Panico, associazione costituita da persone affette da disturbi d’ansia, dopo i recenti fatti in cui sono state coinvolte molte persone dopo la visione del film “Paranormal activity”, attualmente in proiezione nei cinema di tutta Italia, causando disturbi d’ansia e attacchi di panico, si offre per una consulenza gratuita su tali disturbi presso la propria rete di volontari e consulenti il cui elenco potrete trovare al seguente indirizzo internet http://www.lidap.it/TerapeutiLidap.html
Come affermano i componenti del Comitato Scientifico della Lidap, l’esposizione eccessiva ad eventi traumatici può esser causa di disturbi, anche gravi, che difficilmente trovano risoluzione in tempi brevi; la persona ansiosa ha in sé una predisposizione accentuata al disturbo da attacchi di panico o ad eventi comunque vissuti come incontrollabili ed emotivamente intensi oltre misura che possono lasciare tracce indelebili e destabilizzanti.
Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni dai nostri soci che dopo aver visto il film in questione hanno manifestato disturbi quali: insonnia, timore di restare da soli, attacchi di panico e difficoltà di concentrazione. A seguito di tali fatti l’associazione ha attivato un Osservatorio, rivolto ai soci già esposti alla visione del film, per la raccolta di segnalazioni sulla presenza di disturbi psicologici riferiti nei giorni a seguire la visione del film.
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